Geriatria veterinaria


Quando possiamo iniziare a considerare il nostro amico a quattro zampe “anziano”?

Il processo di invecchiamento nei nostri animali da compagnia inizia quando termina lo sviluppo. La soglia geriatrica varia nel cane e nel gatto a seconda della taglia e della razza. La durata massima della vita dei cani è fissata a circa 27 anni e la vita media è di circa 13 anni. Esiste però una notevole differenza tra le razze: le razze giganti (> 40 kg) raramente superano i 7-8 anni, mentre le razze medio-piccole possono vivere più di 12 anni. I cani in età matura (6 anni per le razze giganti, 7 per i cani di taglia media, 8 per quelli di taglia piccola), nonostante abbiano già superato la metà del loro ciclo di vita, sono ancora pieni di energia.

La vita media del gatto domestico, invece, è di circa 14 anni e la vita massima varia tra 25-35 anni. Gli esperti dicono che approssimativamente si può dire che per ogni anno di vita di un felino si contino circa 5 anni nell’uomo, quindi che un gatto di 8 anni sia pari a un uomo di circa 46 anni, un gatto di 15 anni sia pari a un uomo di 74 mentre uno di 20 a un uomo di 94.

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Quando noi veterinari chiamiamo questa tipologia di pazienti “geriatrici” o “maturi”, lo facciamo per sottolineare la necessità di riservare loro una speciale valutazione clinica, nell’ospedalizzazione e nella gestione generale. Non lo facciamo per sottolineare una patologia, perché l’anzianità negli animali come nell’uomo non è una patologia ma uno stadio della vita!

Quando lamentiamo un dolore alle anche o al ginocchio, nessuno di noi sarebbe contento di sentirsi dire dal proprio Medico: “stai solo invecchiando, non c’è nulla che io possa fare per te”. Come per noi, anche nei nostri amici a quattro zampe gli effetti dell’invecchiamento sull’organismo sono rappresentati da un graduale declino delle capacità funzionali degli organi. Il grado di compromissione funzionale necessario affinché il problema si manifesti clinicamente dipende da diversi fattori.

E’ importante prevenire il più possibile alcune patologie caratteristiche dell’invecchiamento, curando in modo particolare l’alimentazione e la degenerazione articolare soprattutto nelle razze predisposte all’insorgere dell’artrosi. La mia esperienza con le medicine naturali ha trovato ampio spazio di applicazione in questa fascia di età, perché utilizzando prodotti naturali è possibile fare una buona prevenzione senza sovraccaricare gli organi emuntori come fegato e reni.

La maggior parte dei cani e dei gatti riduce volontariamente l’attività fisica quando invecchia.
Il fabbisogno energetico totale giornaliero può diminuire del 30-40% durante l’ultimo terzo di vita di un animale, per il calo del metabolismo e dell’attività fisica. L’invecchiamento si accompagna ad una diminuzione della massa muscolare, infatti le cellule muscolari diminuiscono di numero e di dimensioni. Considerando che la massa muscolare diminuisce e il deposito adiposo tende ad aumentare, l’obesità colpisce una grande quantità di cani in età compresa fra i 5 e i 12 anni (30-40% secondo alcune ricerche).

La ricchezza e il razionamento dell’alimentazione devono perciò adattarsi alle condizioni di ogni singolo animale. Senz’altro una lieve diminuzione della quota dei lipidi nella dieta potrebbe avere influssi positivi nei metabolismi dei soggetti anziani. I lipidi forniti con la dieta dovrebbero essere molto digeribili e ricchi di acidi grassi essenziali.

L’apporto proteico è di fondamentale importanza nel soggetto anziano: infatti non tutte le proteine possono essere utilizzate nella dieta. E’ meglio utilizzare, per evitare i problemi a carico dei reni, proteine di elevata qualità, in quanto in questa fase il fabbisogno proteico non è certo diminuito. Anche una percentuale maggiore di fibre alimentari garantisce il buon funzionamento dell’intestino. Infatti con la senescenza diminuisce la motilità del colon con la conseguente comparsa di stipsi. La riduzione del fosforo rallenta il progredire dell’insufficienza renale, mentre le vitamine C e E aiutano l’organismo a combattere i radicali liberi, i quali attaccandosi alle membrane e al DNA delle cellule, giocano un ruolo fondamentale nel processo di invecchiamento e nell’insorgenza delle malattie degenerative (artrosi).

A livello osseo, la corticale delle ossa lunghe si assottiglia, diviene più densa e fragile. L’artrite e l’artrosi sono molto frequenti così come l’obesità: entrambe possono peggiorare il quadro generale, in quanto il dolore può ridurre la voglia e la possibilità dell’animale di muoversi e/o alimentarsi.

L’insufficienza renale è una delle principali cause di morte sia nel cane che nel gatto anziani. Questa patologia subdola ha delle conseguenze dirette sulla nutrizione e sul regime alimentare dei soggetti anziani, poiché si manifesta con dimagramento, deperimento muscolare, alterazioni a carico del profilo delle proteine plasmatiche, riduzione dell’apporto calorico e nutrizionale, malassorbimento intestinale e ridotta assimilazione e utilizzo dei nutrienti. L’accumulo dei cataboliti proteici, dei quali l’urea è la più abbondante, contribuisce alla comparsa delle alterazioni fisiopatologiche e delle manifestazioni cliniche.

Altro distretto spesso coinvolto è quello cardiovascolare: con l’età geriatrica, soprattutto nel cane, la gittata cardiaca può diminuire del 30%, mentre a livello vascolare si può osservare un ispessimento ialino della tunica media dei vasi, un deposito di calcio a livello dell’intima dell’aorta e della media dei vasi periferici. Tutto questo porta ad un peggioramento della funzionalità cardiaca con comparsa dell’insufficienza cardiaca congestizia.

Anche i sensi con la senescenza mostrano i segni del declino: la vista (es. sclerosi nucleare e cataratta del cristallino), l’udito e il gusto sono spesso compromessi. La reattività dei soggetti nei confronti del mondo esterno tende progressivamente a diminuire.

Altro aspetto caratteristico della senescenza è quello della riluttanza a cambiare le proprie abitudini. Il cambio di casa, l’arrivo di un nuovo compagno, la perdita del compagno o del padrone o altre variazioni interessanti il nucleo familiare in cui è inserito il cane o il gatto anziano possono essere accettati con la comparsa di depressione, alterazioni delle evacuazioni e delle abitudini alimentari.

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