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Naturalmente Veterinaria https://www.naturalmenteveterinaria.it/ Veterinaria secondo Natura Tue, 12 Jul 2022 17:07:16 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=7.1.3 https://www.naturalmenteveterinaria.it/wp-content/uploads/2022/04/cropped-cropped-thumbnail_IMG_6396-e1650723320436-32x32.png Naturalmente Veterinaria https://www.naturalmenteveterinaria.it/ 32 32 La moxibustione applicata agli animali https://www.naturalmenteveterinaria.it/2022/04/23/moxibustione-in-medicina-veterinaria/ https://www.naturalmenteveterinaria.it/2022/04/23/moxibustione-in-medicina-veterinaria/#respond Sat, 23 Apr 2022 16:14:27 +0000 https://www.naturalmenteveterinaria.it/?p=142 La moxibustione, o moxa, è una tecnica terapeutica in uso nella Medicina Tradizionale Cinese. Tale tecnica è molto diffusa e utilizzata anche con gli animali, sia come singola terapia che in associazione ad altre discipline terapeutiche. Moxa è un termine derivato dagli ideogrammi giapponesi moe e kusa che significano erba che brucia. Questi termini fanno riferimento alla sostanza impiegata in tale tecnica e cioè artemisia essiccata (arthemisia vulgaris, una pianta che viene compattata in sigari oppure polverizzata e compressa in coni. Il sigaro di moxa viene acceso e posizionato in prossimità di punti specifici del corpo dell’animale, facendo attenzione ad evitare il contatto diretto con il mantello dell’animale per non provocare ustioni.

L’origine di tale pratica è legata alla storia della Medicina Cinese, ci troviamo quindi di fronte a un millenario utilizzo, come documentano i ritrovamenti di artefatti medici negli scavi archeologici. Da questi ritrovamenti sembra che prima dell’uso della “lana di artemisia”, venissero usati altri materiali quali piccoli rami, pietre riscaldate, bacchette di bambù. 

La pratica della moxibustione era popolare in Tibet prima ancora dell’era Buddista, quindi probabilmente tale pratica ebbe inizio più di 3000 anni fa. Veniva utilizzata non soltanto da “uomini di medicina”, guaritori e medici, ma anche da gente comune che conosceva l’uso delle erbe e della moxa per aiutare e guarire amici e parenti e gli animali domestici utili al lavoro della terra. I tibetani praticavano molto la moxibustione e il salasso, in quanto metodi poco costosi e praticabili ovunque, nonché efficaci per i disordini comuni riscontrati in alta montagna. Gli archeologi scoprirono nelle grotte del Dunhuang, due testi che trattavano di moxibustione. Nell’antichità i disordini umorali ed organici venivano trattati riscaldando alcuni punti corporei. Nel Gyud-shi, antico testo di medicina tibetana, il capitolo sulla moxibustione menziona più di 71 punti. Successivamente, ne furono scoperti altri, per un totale di 360 punti corporei circa.

Questi punti corporei dell’uomo non hanno una reale corrispondenza sul corpo nei nostri amici animali, sui quali la moxa viene applicata in corrispondenza dei punti di agopuntura, sui trigger points o sugli extrapunti. L’utilizzo della moxa permette di effettuare un trattamento simile a quello di agopuntura senza aghi, ad esempio in animali molto sensibili all’inserimento degli aghi oppure molto spaventati alla sola vista degli aghi, come purtroppo capita a volte con cavalli. Nei cavalli è molto utilizzata ad esempio per “scaldare” punti della schiena nel pre e post esercizio, permettendo di mantenere l’imponente muscolatura del dorso ossigenata e decontratta. Allo stesso modo permette di trattare dolori articolari cronici sia nel cavallo che nel cane o nel gatto anziano o favorire processi di cicatrizzazione migliorando l’afflusso di sangue nell’area trattata. La moxibustione ha diversi campi di applicazione anche in medicina veterinaria, con un limite legato alla produzione di fumo e al pungente odore di erbe che per qualche animale può risultare fastidioso.

Vi voglio ricordare che la moxibustione e’una delle pratiche terapeutiche appartenente alla Medicina Tradizionale Cinese dichiarate Patrimonio Culturale dell’Umanità dall’UNESCO nel 2010 e classificate tra i Patrimoni orali e immateriali dell’umanità. 

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L’elettroagopuntura nelle patologie della colonna dei piccoli animali https://www.naturalmenteveterinaria.it/2022/04/23/elettroagopuntura-nelle-patologie-della-colonna-dei-piccoli-animali/ https://www.naturalmenteveterinaria.it/2022/04/23/elettroagopuntura-nelle-patologie-della-colonna-dei-piccoli-animali/#respond Sat, 23 Apr 2022 16:10:04 +0000 https://www.naturalmenteveterinaria.it/?p=139 L’elettroagopuntura e’ una tecnica di stimolazione effettuata mediante l’utilizzo di apparecchiature elettromedicali connesse agli aghi di agopuntura inseriti nel corpo dell’animale. Diversi studi ne comprovano l’efficacia nella pratica clinica e l’importante ruolo in corso di patologie della colonna vertebrale nei piccoli animali. Le patologie della colonna (definite in Medicina Tradizionale Cinese come Sindromi Bi e Sindromi Wei) sono fonte di dolore e di deficit neurologico. I sintomi sono variabili secondo il grado della patologia e possono manifestarsi in un animale con una difficoltà al movimento fino alla paresi.

Le patologie della colonna vertebrale vengono diagnosticate da esperti in neurologia veterinaria, e spesso è necessario sottoporre il cane o il gatto a risonanza magnetica per poter fare diagnosi definitiva e decidere la terapia farmacologica i chirurgica necessaria al caso. L’elettroagopuntura si inserisce come terapia di supporto alla terapia farmacologica o nel post chirurgia, oppure può essere considerata come terapia di prevenzione in casi selezionati. Mediante elettroagopuntura si ottengono simultaneamente effetti che dipendono sia dall’ inserimento dell’ago che dalla corrente a basso voltaggio e diverse frequenze utilizzate.

  • Effetto locale: nell’area adiacente l’inserimento dell’ago avviene una disorganizzazione cellulare e una risposta omeostatica che attiva oppioidi endogeni, attiva sostanze vasoattive con effetto nervoso come la sostanza P, serotonina, bradichinina, etc. Si produce un iniziale risposta nocicettiva, la concentrazione di colecistochinine intorno all’ area di inserimento dell’ago e di riduzione dell’infiammazione mediante l’attivazione di recettori specifici.
  • Effetto segmentario: si manifesta a livello metamerico dove l’ago viene inserito includendo tutti gli elementi dei somiti: sclerotomo (ossa e articolazioni), miotomi (muscoli), viscerotomi (organi interni) e dermatomeri (cute). L’effetto della stimolazione dell’ago può manifestarsi in ogni componente dato che corrispondono agli stessi segmenti e alla stessa innervazione.
  • Effetto soprasegmentario: osservati principalmente a livello di nuclei della base del talamo e tratto spinotalamico, nuclei della corteccia dove avviene la percezione del dolore e l’aspetto emozionale del dolore (sofferenza) e la modulazione del dolore e attivazione del PAG.

Utilizzando le basse frequenze (2-4 Hz) è stato dimostrato l’incremento di beta-endorfine ed encefaline, mentre le alte frequenze (80-100 Hz) rilasciano dinorfine nel PAG.

Le patologie più comunemente trattate sono le ernie discali, ma anche cervicali, osteoartriti cervicali o lombo-sacrali, emivertebre e instabilità lombosacrale, spondilartrosi, per citarne alcune. In corso di post chirurgia aiuta ad accelerare il recupero della funzione d’organo. 

L’elettroagopuntura e’ una tecnica eseguita da medici veterinari esperti in agopuntura veterinaria.

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Cavalli, stereotipie e agopuntura https://www.naturalmenteveterinaria.it/2022/04/23/cavalli-stereotipie-e-agopuntura/ https://www.naturalmenteveterinaria.it/2022/04/23/cavalli-stereotipie-e-agopuntura/#respond Sat, 23 Apr 2022 15:46:37 +0000 https://www.naturalmenteveterinaria.it/?p=122 Chi conosce i cavalli conosce purtroppo quei comportamenti ripetitivi che queste meravigliose creature possono manifestare, come ad esempio il ticchio d’appoggio. Ma che cos’è una stereotipia? Può essere considerato come un disturbo ossessivo compulsivo? Quello che si osserva e’ un movimento ripetuto indotto da frustrazione, stress, confinamento sociale, privazione di cibo.

In campo umano si differenzia la stereotipia, definita come la ripetizione di uno o più comportamenti di natura motoria o comunicativa senza motivo apparente, dal disturbo ossessivo compulsivo, definito invece come la ripetizione di un pensiero (ossessione) che si manifesta (compulsione) in un’azione nel tentativo di risolverla, quindi con una motivazione.

Nel cavallo, diversi studiosi hanno osservato che i comportamenti stereotipati che non hanno apparente motivazione, in realtà si presentano come meccanismi compensatori per sopportare, controllare e ridurre lo stress scaturito dall’ambiente circostante. Diversi studiosi hanno dimostrato nei tempi moderni che le stereotipie nel cavallo possono risultare da ridotti tempi di alimentazione, di movimento e di relazione sociale che portano ad alterazioni della fisiologia nervosa di alcuni neurotrasmettitori tra cui dopamina ed endorfine. L’area cerebrale principalmente coinvolta è il nucleo striato, area a livello della quale sembra agire anche l’agopuntura.

La medicina tradizionale cinese da una spiegazione profonda a questo tipo di atteggiamenti, facendoci ragionare sulla causa primaria del comportamento ripetuto quale necessità del cavallo di recuperare il suo naturale equilibrio fisiologico. I movimenti stereotipati indicano, secondo la medicina cinese, una mancanza di legame tra yang e yin, mancanza di comunicazione tra cervello e corpo, tra cielo e terra. Un movimento stereotipato è quindi il tentativo del cavallo di sopravvivere.

Alcuni tra i meridiani più antichi, chiamati meridiani straordinari, i primi a formarsi nell’embrione, potrebbe permettere al cavallo di rivivere i 3 livelli dell’esistenza (sopravvivenza, interrelazione e differenziazione) nel tentativo di rimuovere la causa della stereotipia riconosciuta come disturbo dello Shen.

Per scoprire di più: Estratto dal 40th Congresso Internazionale IVAS e 15th Congresso Nazionale ItVAS

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Digitopressione nel gatto https://www.naturalmenteveterinaria.it/2022/04/23/digitopressione-nel-gatto/ https://www.naturalmenteveterinaria.it/2022/04/23/digitopressione-nel-gatto/#respond Sat, 23 Apr 2022 15:43:36 +0000 https://www.naturalmenteveterinaria.it/?p=118 La digitopressione è una tecnica di massaggio che permette di stimolare gli stessi agopunti utilizzati in agopuntura senza utilizzare gli aghi. La stimolazione è minore e più superficiale rispetto a quella che si determina grazie all’infissione dell’ago ma è da considerarsi comunque efficace e utile da fare a casa.

Questa tecnica a mio avviso permette di attuare una vera e propria prevenzione perché permette di lavorare sui punti di agopuntura tutti i giorni con semplicità mentre accarezzate il vostro micio magari seduti sul divano la sera.

E’ importante affidarsi alle mani del vostro veterinario agopuntore le prime volte affinché vi mostri l’esatta localizzazione dei punti da premere e massaggiare e con quale intensità o quale movimento delle dita o della mano eseguirli.

La pressione che si deve effettuare sui punti deve essere leggera ma decisa per un tempo di 5-15 minuti tenendo il dito fermo sul punto o compiendo piccoli movimenti rotatori. La stimolazione dei punti di agopuntura anche se effettuata in modo semplice con la digitopressione determina rilassamento muscolare, aumento del circolo sanguigno e liberazione di neuro-trasmettitori e neuro-ormoni.

Alcuni dei punti importanti utili da stimolare sono il punto YIN TANG situato al centro della linea superiore degli occhi, dove è posizionato il 6° chakra, il cosiddetto “terzo occhio”, libera endorfine se massaggiato o punto, utile in tutti i casi di forte stress o agitazione o paura del vostro micio.

Sugli arti sono invece localizzati alcuni punti antidolorifici, molto studiati e comprovati ormai scientificamente nella loro azione di rilascio di neurotrasmettitori coinvolti nel processo analgesico. ZUSANLI (ST36), un punto del meridiano di stomaco, localizzato subito sotto l’articolazione del ginocchio (segnalato in rosa nelle foto) e un punto del meridiano di grosso intestino, HEGU (LI4) sull’arto anteriore, medialmente, a metà strada tra le falangi e l’articolazione del carpo (segnalato in blu nelle foto).

Qualche informazione in più nel pdf della presentazione.

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Frutta e verdura nella ciotola https://www.naturalmenteveterinaria.it/2022/04/23/frutta-e-verdura-nella-ciotola/ https://www.naturalmenteveterinaria.it/2022/04/23/frutta-e-verdura-nella-ciotola/#respond Sat, 23 Apr 2022 15:35:52 +0000 https://www.naturalmenteveterinaria.it/?p=114 Partendo dal punto fermo, anzi fermissimo, che i nostri amici cani e gatti sono carnivori in quanto hanno mantenuto durante la loro evoluzione una fisiologia “carnivora” dell’apparato digerente, ecco qualche buon motivo per aggiungere frutta e verdura alla loro dieta.

Il nono libro del trattato di Paracelso sulla natura delle cose si intitola “De signatura rerum naturalium” (Sulla segnatura delle cose naturali) e spiega l’idea che tutte le cose portino una segno, “una firma” che manifesta e rivela le loro qualità invisibili. Scrive Paracelso: “tutte le cose, erbe, semi, pietre, radici dischiudono nelle loro qualità, forme e figure, ciò che è in esse” … “vengono tutte conosciute attraverso il loro “signatum” . Altri filosofi come Plotino affermavano che “ogni essere che si trova nell’universo, secondo la sua natura e costituzione, contribuisce alla formazione dell’universo stesso”. Molte filosofie e medicine antiche hanno sempre sostenuto che esiste una corrispondenza tra tutte le cose perché la Natura è un unico organismo vivente costituiti da più parti, così come lo sono l’organismo umano e animale. Quindi dai pianeti agli animali, dagli animali alle piante, dalle piante alle pietre, fino agli organi che compongono l’organismo, esiste un legame, segnalato da un segno o “firma”, che vincola tra loro le cose appartenenti alla stessa natura o che hanno le medesime funzioni o forme (vedi Teoria dei Frattali). Queste teorie sono alla base anche dello sviluppo di terapie quali la floriterapia del Dr. Bach dove si sfruttano appunto le qualità “nascoste” dei fiori.

I padri della medicina, da Ippocrate a Galeno, sostenevano che il medico non doveva assolutamente trascurare la “forma dei semplici” facendo riferimento alle piante. E anche la scienza moderna ha dimostrato le qualità chimiche che molte piante, in diverse loro parti quali fiori, frutti, radici, foglie, riflettono nel loro aspetto. Si teorizzò anche che “non è nella quantità del cibo, ma nella sua qualità che risiede lo spirito della vita”. Teoria che ha dato vita ai moderni alimenti biologici.

Allora aggiungiamo tranquillamente le verdure alla razione del nostro cane o gatto, cotte al vapore o crude (in questo ultimo caso sfruttiamo anche l’azione meccanica sull’igiene dentale e potrebbe essere normale trovarne dei residui nelle feci).

Le carote, che affettate assomigliano all’occhio con pupilla, iride e linee a raggiera, ottimizzano il flusso sanguigno verso gli occhi migliorando la vista. Inoltre per la medicina cinese ha una natura yin, fresca, discendente ed esteriorizzante. Aggiunta alla razione del vostro gatto, aiuta a calmare gli spasmi bronchiali se il vostro micio soffre di asma e favorisce la minzione se invece soffre di calcolosi.

I fagioli, hanno la stessa forma dei reni e sostengono la funzionalità renale. Attenzione a somministrarli cotti!

Le pliche della zucca gialla assomigliano alle pliche della mucosa ghiandolare dello stomaco, allo stesso modo le zucche piriformi assomigliano alla forma esterna dello stomaco. In ogni caso la zucca ha ottime capacità antinfiammatorie sulla mucosa gastrica e i suoi semi hanno azione antiparassitaria. Anche la curcuma che ha ottime capacità digestive ricorda la forma dello stomaco.

E un melograno in sezione non vi ricorda l’albero respiratorio? Infatti il melograno ha antinfluenzale, antiallergico e combatte la depressione e la tristezza, emozioni che nella Medicina Cinese sono collegate all’organo polmone.

ATTENZIONE che alcuna FRUTTA E VERDURA può risultare TOSSICA. Sono da evitare: aglio, cipolla, rapa e rabarbaro tra le verdure. No a uva e ciliegie e meglio eliminare buccia e semi di mele, albicocche e pesche.

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Funghi terapeutici in medicina veterinaria https://www.naturalmenteveterinaria.it/2022/04/23/funghi-terapeutici-in-medicina-veterinaria/ https://www.naturalmenteveterinaria.it/2022/04/23/funghi-terapeutici-in-medicina-veterinaria/#respond Sat, 23 Apr 2022 15:29:15 +0000 https://www.naturalmenteveterinaria.it/?p=109 Da più di 4000 anni le medicine tradizionali in Cina e Giappone utilizzano funghi medicinali per prevenire e trattare alterazioni o patologie. Noi tutti sappiamo che esistono funghi commestibili più o meno pregiati e funghi tossici o velenosi, ma non tutti sanno che esistono anche funghi terapeutici. Questi organismi sono importanti per l’uomo come per l’animale, grazie a proprietà terapeutiche elettive per l’endoderma, quel foglietto embrionale che si sviluppa durante la vita uterina dell’uomo come del cane e del gatto.

L’endoderma è il foglietto embrionale più interno (insieme a mesoderma ed ectoderma) dal quale derivano sia gli epiteli di rivestimento che quelli ghiandolari del tubo digerente, delle vie respiratorie, degli alveoli polmonari, di vescica, uretra, fegato, pancreas, dotti escretorie e vie biliari, tiroide e paratiroidi. Il significato biologico dell’endoderma è quello di secernere, assimilare e assorbire acqua, aria e cibo per la sopravvivenza delle cellule dell’organismo.

I funghi terapeutici sono simili alle cellule di derivazione endodermica perché si sviluppano con le stesse funzioni, utilizzano lo stesso terreno di coltura e trasformano substrati simili. Ecco dove si esplica quindi l’attività terapeutica di questi funghi: nutrono le cellule nel momento in cui queste si trovano in carenza o difficoltà durante il loro ciclo cellulare, fornendo cofattori enzimatici e metabolici quali beta-glucani, triterpeni, glicoproteine o proteoglicani ed enzimi.

La maggior parte dei funghi terapeutici, ad oggi conosciuti e utilizzati sin dai tempi più antichi, vantano soprattutto proprietà antiossidanti e per questo impiegati nelle patologie tumorali o virali. Diversi studi scientifici hanno ad oggi dimostrato che in questi funghi coesistono combinazioni di vitamine, minerali, microelementi, fibre, aminoacidi essenziali e sostanze secondarie come carotenoidi, enzimi, ormoni con un’elevata biodisponibilità che li rendono unici nella loro azione terapeutica.

I funghi medicinali regolano l’omeostasi, bilanciano cioè diversi processi biochimici che avvengono a vari livelli nell’organismo.

Gli studiosi hanno verificato e dimostrato gli effetti positivi di particolari polisaccaridi presenti in alcuni funghi, capaci di rallentare la crescita e lo sviluppo delle forme tumorali tanto da essere ufficialmente riconosciuti e inseriti nei protocolli terapeutici anti-tumorali. Queste sostanze non attaccano direttamente le cellule tumorali ma stimolano la produzione di macrofagi, cellule citotossiche T-helper e cellule natural killer a intervenire sulle cellule tumorali.

Per citarne qualcuno, Ganoderma Lucidum (REISHI) ha proprietà terapeutiche funzionale cortison-like,  antistaminica, antivirale e antitumorale. Lentinula Edodes (SHITAKE) piu utilizzato nelle forme croniche,  svolge un’importante azione immunomodulante. Grifola Frondosa (MAITAKE) e’ utile nelle forme intestinali croniche e in corso di forme insulino-resistenti, entrambe condizioni comunemente riscontrabili nel cane e nel gatto che hanno un’alimentazione scorretta, ad esempio troppo ricca di carboidrati.

Non temete l’utilizzo dei funghi medicinali nel cane perché la tossicità dei funghi è legata solo ad alcune  varietà di funghi diversi da quelli medicinali, tutte elencati da fonti autorevoli.

E’ importante avvalersi del consiglio esperti per la scelta dei funghi terapeutici e dei dosaggi da somministrare ai nostri animali. Durante l’acquisto, attenzione che siano prodotti biologici e controllati. Attenzione che siano presenti certificazioni delle coltivazioni di provenienza, nella tipologia di coltivazione, nella lavorazione, nel trasporto e nelle analisi di qualità e sicurezza. Diffidate dalle vendite sfuse senza etichettatura o dai costi troppo bassi di questo tipo di sostanze. Scopri di più nell’articolo FREE di Terranimalia.

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Curcuma, la spezia amica delle articolazioni https://www.naturalmenteveterinaria.it/2022/04/03/perfectly-on-furniture/ https://www.naturalmenteveterinaria.it/2022/04/03/perfectly-on-furniture/#respond Sun, 03 Apr 2022 14:18:38 +0000 https://www.naturalmenteveterinaria.it/?p=35 La curcuma è comunemente conosciuta come una spezia arancione estratta dal rizoma di una pianta che cresce per lo più in India,  appartenente alla famiglia delle Zingiberaceace. Tradizionalmente la Medicina Ayurvedica e la Medicina Cinese la utilizzano per la sue numerose proprietà benefiche. Una tra tutte, e forse quella più conosciuta anche in Medicina Veterinaria, è l’azione antinfiammatoria e antiossidante nelle patologie articolari. Il principio attivo contenuto nella curcuma, la curcumina, agisce bloccando citochine ed enzimi pro-infiammatori (COX-2), target di una categoria di antinfiammatori (anti COX-2) molto utilizzati in medicina veterinaria. Il National Institute of Health ha in atto diversi studi scientifici sulle proprietà della curcumina e l’American Academy of Pain Management ha redatto e discusso un articolo sui benefici antidolorifici nel trattamento dell’artrite reumatoide e dell’osteoartrite nell’uomo. La curcuma ha molti altri benefici come ad esempio: azione coadiuvante nella terapia antiparassitaria (come un’altra amica di colore arancio: la zucca), nel trattamento dell’epilessia, della depressione (eh, si , anche gli animali si deprimono ma… colpa nostra!) o nel trattamento di disordini digestivi o diarree.

Come somministrare la curcuma? Diversi esperti hanno osservato che l’assorbimento a livello intestinale non è ottimale. Se ingerita come polvere tal quale si consiglia di miscelarla con acqua calda (ma non bollente) oppure con un olio vegetale o animale. L’olio di canapa, l’olio di semi di lino o l’olio di semi di girasole, in piccole quantità sono ottimi oli vegetali. Meglio ancora un olio di pesce (da evitare il merluzzo) tutti già di per sé molto ricco di omega-3 quindi ottimo antinfiammatorio naturale. Secondo il Dr. Demien Dressler, conosciuto come “Dog Cancer Vet”, la curcuma dovrebbe essere somministrata in capsule oppure addizionata alla lecitina (in una proporzione di 4:1, 4 parti di curcuma e 1 parte di lecitina) per avere il massimo dell’assorbimento e quindi il massimo dei benefici. Esistono ottime formulazioni commerciali di curcumina in polvere o in capsule, ma nella scelta, fate sempre molta attenzione alle componenti e alle concentrazioni.

Vi ricordo che gli integratori in commercio, soprattutto quelli specifici per la veterinaria, spesso hanno delle composizioni un po’ “artistiche” fatte di un bell’elenco di ingredienti ma concentrazioni troppo basse per avere effetti benefici…e costi elevati. Imparate a leggere sempre le etichette per non farvi ingannare dal packaging. In generale il dosaggio di curcumina giornaliera è di circa 25 mg per un gatto di circa 4 kg o per un cagnolino di razza toy. Si sale a 50 mg per un cane di piccola taglia, 100 mg per una media taglia fino ad un massimo di 250 mg per un cane di razza gigante. Un particolare importante da ricordare è che nella polvere di Curcuma Longa normalmente in commercio, il contenuto di curcumina si aggira intorno al 3-5%. E’ difficile quindi dosare correttamente la curcuma in polvere, approssimativamente però un cucchiaino da te raso e non colmo (che contiene circa 5 gr di polvere) potrebbe contenere circa 150 mg di curcumina, mentre un cucchiaio da minestra che contiene circa 15 gr di polvere corrisponderebbe a circa 500 mg. Questi dosaggi però sono molto approssimativi se non si conosce l’esatta percentuale di curcumina contenuta nella curcuma in polvere. L’effetto benefico sull’infiammazione e sul dolore articolare è proporzionale al grado della patologia ma è da considerarsi un’ottima terapia di sostegno su soggetti destinati a terapie croniche.

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Il miele, un meraviglioso rimedio per la cute dei nostri animali https://www.naturalmenteveterinaria.it/2022/04/03/il-miele/ https://www.naturalmenteveterinaria.it/2022/04/03/il-miele/#respond Sun, 03 Apr 2022 14:18:38 +0000 https://www.naturalmenteveterinaria.it/?p=34

“ Chi vuole il miele, deve avere il coraggio di affrontare le api”

PROVERBIO AFRICANO

Da millenni il miele segue l’evoluzione della società umana, nel bene e nel male. Dal canto suo questo meraviglioso dono ha sempre prodotto solo bene (a parte qualche puntura da parte delle api subita dagli apicultori!). ma ahimè troppo spesso dalla società moderna ha ricevuto solo male. Il miele è prodotto dalle api naturalmente con innumerevoli proprietà benefiche per la salute. 

Nell’antico Egitto, gli apicultori seguivano la fioritura delle piante spostandosi con le loro arnie lungo il Nilo e il miele veniva riposto nelle tombe per accompagnare i defunti nel loro viaggio nell’Aldilà. Già all’epoca, il miele era utilizzato con scopo medico per trattare i disturbi digestivi e per la produzione di unguenti per la cura di piaghe e ferite.

L’ ayurveda lo utilizzava come purificante, vermifugo, disintossicante, regolatore, stomachico e cicatrizzante. In Medicina Tradizionale Cinese il miele (蜂蜜 feng mi) è un alimento dal sapore dolce e tonificante del Qi dal punto di vista energetico. Il colore giallo arancio ne fa un tonificante del Qi di Milza e dell’apparato digerente. La sua azione tonificante lo rende utile in caso di debolezza del polmone, organo “maestro del Qi” con effetti positivi sulle vie aeree superiori e inferiori. Gli alimenti di sapore dolce come il miele contrastano la tendenza alla secchezza, umidificano le mucose e la cute favorendone l’idratazione.

Grazie alle sue proprietà cicatrizzanti e antibiotiche, il miele ha una lunga storia di utilizzo nel trattamento delle ferite, anche in medicina veterinaria. La sua naturale acidità contribuisce a produrre un ambiente sfavorevole per la crescita microbica, riducendo l’infiammazione locale associata al trauma tissutale. Secondo il Dr. Cooper, professore alla Metropolitan University di Cardiff, i mieli di manuka, castagno e trifoglio contengono sostanze ad azione antimicrobica che prevengono la formazione del biofilm microbico sulla cute. In un mondo che registra un incremento dell’antibiotico resistenza, tale azione presenterebbe l’opportunità di ridurre i trattamenti antimicrobici. 

Alcuni ricercatori suggeriscono di non usare il comune miele da tavola ma di utilizzare prodotto certificati in laboratorio. Altri studiosi però, della Scuola di Medicina Veterinaria dell’Università di Glasgow in Scozia, hanno osservato gli effetti di 28 differenti tipi di miele (la maggior parte dei quali acquistati in un mercato locale) su agenti infettivi presenti nelle ferite cutanee dei cavalli. Nello studio sono stati inizialmente testati in laboratorio i 28 tipi di miele per valutarne la presenza di agenti infettivi e successivamente i mieli “medicali” considerati incontaminati. Tutti i tipi di miele sono stati testati su 10 differenti batteri isolati da ferite di cavalli. I mieli medicali non sono stati necessariamente i più efficaci. Infatti, la miglior performance è stata osservata dai mieli locali di erica che hanno inibito la crescita di tutti e dieci i differenti batteri isolati.

Ancora più interessante, se si considera la connessione con il rimedio floreale di Bach Heather (erica o brugo), considerato il rimedio per chi si attacca alle persone, proprio come i batteri sulla cute! … L’erica è una pianta della famiglia delle Ericacee che vive sui suoli aridi e acidi, nelle paludi e sulle pianure. L’erica o brugo cresce in posti difficili dove poche piante riescono ad attecchire; inoltre rende il suolo dove si sviluppa ancora più acido. Queste due caratteristiche ci indicano già i due aspetti opposti della solitudine di Heather, poiché crea un ambiente difficile le altre piante non riescono a crescere intorno al brugo. Allo stesso modo le persone e gli animali in modalità negativa Heather, restano sole perché impediscono agli altri di stargli vicino a causa o dell’eccessivo attaccamento e ricerca di attenzioni oppure a causa dell’aggressività. Interessante notare la similitudine nel creare un ambiente acido con la conseguente capacità antimicrobica del miele di erica.

Il Dr. Kennedy, veterinario britannico membro della British Bee Veterinary Association, ha sottolineato in un recente congresso, l’importanza di preservare e proteggere le api promuovendo, ad esempio, la crescita di piante e fiori “amici delle api” nei nostri giardini e cortili. Noi tutti siamo estremamente connessi con le api non solo per i prodotti dell’alveare ma anche perché molti dei prodotti di cui ci cibiamo hanno bisogno dell’impollinazione delle api per crescere. Onoriamo le api dando loro un dono in cambio, coltivando fiori e piante come lavanda e rosmarino e non strappando le piante comunemente considerate erbacce quali soffioni e trifogli. 

Secondo gli esperti dell’Università di Davis, California, in normali condizioni, una colonia sana di api mellifere può produrre prodotti dell’alveare in eccesso che possono essere rimossi senza danneggiare o stressare le api, in quanto sono altamente performanti per natura. Un ottimo consiglio è quello di acquistare il miele dai piccoli produttori locali, i quali non traendo il loro maggior profitto dai prodotti dell’alveare, si prendono cura delle api limitandosi ad estrarre l’eccesso.  Inoltre supportare le api locali significa anche supportare l’impollinazione necessaria per il nostro cibo locale. Lavanda, rosmarino e salvia oltre ad essere piante amiche delle api sono anche erbe medicinali utili per noi e i nostri amici animali!

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