MEDICINA VETERINARIA ECOSOSTENIBILE


L’introduzione delle Medicine non Convenzionali (MNC), quali l’agopuntura, nelle terapie per l’uomo e per gli animali dei sistemi sanitari nazionali, permetterebbe un ampliamento degli approcci diagnostici e terapeutici con un potenziamento dell’atto medico e una sensibile riduzione della spesa sanitaria pubblica.

In un recente incontro con alcuni esponenti del Ministero della Sanità, è stata evidenziata da medici veterinari esperti del settore, l’ecosostenibilità della Medicina Veterinaria Tradizionale Cinese (MVTC). Con questa definizione si intende il complesso di discipline mediche e tecniche terapeutiche (ginnastica funzionale, alimentazione, fitoterapia, tui-na, moxibustione, agopuntura) che hanno avuto origine in Cina circa 2500 anni fa e che si sono sviluppate e diffuse quasi parallelamente sia in medicina umana che veterinaria sino ai giorni nostri.

Dal 1997 il National Institute for Health (NIH) negli Stati Uniti ha infatti accettato l’agopuntura come tecnica di stimolazione sensoriale periferica (PSS) nella terapia del dolore e l’anno successivo la World Health Organization (WHO) ha decretato che l’agopuntura è un efficace rimedio terapeutico, redigendo nel 2001 le linee guida da seguire nella prassi applicativa.

Nel 1982 in Italia, la Sentenza n. 500 della Corte di Cassazione ha dichiarato che l’Agopuntura è un “atto medico” e come tale presuppone che chi la pratichi sia in possesso di laurea e abilitazione professionale. E’ stato necessario attendere fino al 15 maggio 2003 per la presentazione in Parlamento di una proposta di Testo di Legge Unificato sulle Medicine non Convenzionali (MNC), che rappresenta una “summa” delle precedenti 14 proposte di legge (dal primo DDL n.3891 del 1997), ancora in attesa di accettazione.

Nel settore veterinario esistono già Direttive Comunitarie in materia di zootecnica biologica, infatti alcuni regolamenti, CE 2092 del 1991, CE 1804 del 1999 e CE 843 del 2007, che prevedono l’impiego delle Medicine non Convenzionali nella terapia e nella profilassi. Si sottolinea quindi il ruolo elettivo delle MNC negli allevamenti biologici che attuando interventi terapeutici e profilattici non dannosi, possono permettere di evitare la presenza di residui farmacologici nei prodotti alimentari salvaguardando la salute sia dell’animale che del consumatore.

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Con l’introduzione delle MNC si potrebbero dare risposte efficaci a questioni di rilevanza medica legate alle “intolleranze alimentari”, sempre più presenti e di sanità pubblica riguardanti farmacovigilanza, antibiotico resistenze e sicurezza alimentare.

Inoltre l’animale, sottoposto a cure veterinarie non convenzionali, viene trattato nella sua singolarità e unicità, acquistando concretamente lo status di persona. Il Trattato di Lisbona del 13 dicembre 2007 riconosce giuridicamente gli animali come esseri senzienti e gli stati nazionali dovrebbero tenere pienamente conto delle esigenze del loro benessere. Questo porterebbe a un radicale cambiamento della relazione uomo- animale, rendendolo non più semplice rapporto di “proprietà”, ma di interazione tra esseri viventi posti quasi sullo stesso piano.

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Il rapporto uomo-animale esemplifica il più ampio rapporto uomo -natura e coinvolge aspetti dell’ecologia (οίκος) del microcosmo in un unico complesso mente-corpo che si integra nel macrocosmo in cui vivono entrambi.

Al fine di ottenere allevamenti che siano rispettosi e dignitosi per il benessere animale, per l’ambiente e per il consumatore, e quindi alimenti con elevato valore nutrizionale ed igienico e minor impatto ambientale, la zootecnia biologica dovrebbe poter avere libera scelta dei percorsi di salute, di farmaco-economia, farmaco-resistenza, sostenibilità e biodiversità.

L’agricoltura biologica contribuisce a preservare la biodiversità. Le aziende agricole che passano dagli attuali metodi di agricoltura a quelli biologici vedono in breve tempo l’aumento di biodiversità misurata come incremento del numero di specie presenti, dai batteri alle piante fino ai mammiferi e agli uccelli. I metodi di coltivazione naturali influiscono positivamente sulla biodiversità in tutte le tappe della catena alimentare. La gestione simpatetica delle aree vicine non coltivate, ad esempio fossati, siepi, stagni, che contribuiscono ad ospitare diverse specie animale e vegetali. L’impiego di tecniche di coltivazione naturale si accompagna alla pratica dell’allevamento, diversificando così ulteriormente la presenza di habitat sui terreni agricoli che si arricchiscono di specie animali e vegetali.

La Dichiarazione di Interlaken del 2007 ha sottolineato l’importanza di intervenire su conservazione, uso sostenibile e sviluppo delle risorse genetiche animali in funzione dell’alimentazione e dell’agricoltura per l’approvvigionamento degli alimenti per il periodo attuale e per il futuro. Sul supporto delle comunità rurali (indigeni, pastori, piccoli allevatori) e sulla responsabilità etica coniugando Tradizione e Modernità per convogliarle in precise conoscenze tecnologiche e attuando una gestione integrata delle risorse naturali per un’applicazione ottimale di un sistema agro – ecologico.

La MTC ha condotto tanto in Cina quanto in occidente alle scoperte più interessanti e più sconcertanti e alla presa di coscienza del fatto che ci sono effetti e mezzi di diagnosi inaccessibili alla scienza moderna e per i quali la scienza moderna non ha spiegazioni. Sono venute in luce insufficienze abbastanza gravi della medicina occidentale. Né ci si può attendere che l’approccio scientifico abituale finirà col trovare una risposta. (…) neppure la teoria più avanzata e apparentemente più indiscutibile è sicura, che anch’essa può essere modificata o interamente rovesciata (…). In questo modo il sapere di oggi può diventare la favola di domani e il mito più visibile può finire col rivelarsi l’elemento più solido della scienza. Il pluralismo delle teorie e delle concezioni metafisiche è non solo importante per la metodologia, ma è anche una parte importante di una visione umanitaria” (Paul Karl Feyerabend: ‘Against Method’; NBL – 1975)

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