moxibustione


L’Artemisia, una pianta magica?

L’Artemisia è molto diffusa sia in Estremo Oriente che in Europa, le sue foglie essiccate al sole venivano triturate e applicate su zone o punti di agopuntura, lasciate bruciare fino a che il calore fosse insopportabile. In seguito all’artemisia furono mescolate altre erbe con caratteristiche terapeutiche e furono utilizzati metodi di riscaldamento indiretto che utilizzavano fettine di aglio o zenzero o bastoncini di moxa chiamati “bastoncini magici del tuono e del fuoco”. La scelta di utilizzare tale pianta avvenne in modo empirico. Dopo diversi esperimenti i risultati che si ottennero con il suo uso furono considerati come i più soddisfacenti se confrontati con altri materiali lignei. Negli anni ’60 Jacques Lavier riporta che il suo Maestro Wu Wei-P’ing di Tai-Pei confermò tali osservazioni dopo aver bruciato e utilizzato una gamma infinita di materie combustibili, l’Artemisia si rivelò la migliore non tanto per intrinseche virtù quanto perché risulta essere l’unica pianta in grado di assicurare sul punto trattato l’optimum di temperatura e velocità di combustione. Le altre piante testate infatti e ogni altro corpo combustibile, quando portati all’incandescenza, forniscono troppo, o troppo poco calore, e conseguentemente stimolano troppo o troppo poco, il punto di agopuntura (Rif. http://books.google.it/books?id=vszSsJIjIRgC&printsec=frontcover&hl=it#v=onepage&q&f=false). La citazione più antica […]


Moxibustione in medicina veterinaria

La moxibustione, o moxa, è una tecnica terapeutica in uso nella Medicina Tradizionale Cinese. Tale tecnica è molto utilizzata e diffusa anche in medicina veterinaria, dove viene utilizzata sia come singola terapia che in associazione all’agopuntura. Moxa è un termine derivato dagli ideogrammi giapponesi moe e kusa che significano erba che brucia. Questi termini fanno riferimento alla sostanza impiegata in tale tecnica e cioè artemisia essiccata (arthemisia vulgaris) e compattata in sigari oppure polvere di artemisia compressa in coni. Il sigaro di moxa viene acceso e posizionato in prossimità di punti specifici del corpo dell’animale, facendo attenzione ad evitare il contatto diretto con il mantello dell’animale per non provocare ustioni! L’origine di tale pratica è legata alla storia dell’agopuntura, ci troviamo quindi di fronte a un millenario utilizzo, come documentano i ritrovamenti di aghi usati per la moxibustione negli scavi archeologici. Da questi ritrovamenti sembra che prima dell’uso della “lana di artemisia”, venissero usati altri materiali quali piccoli rami, pietre riscaldate, bacchette di bambù.  La pratica della moxibustione era popolare in Tibet prima ancora dell’era Buddista, quindi probabilmente tale pratica ebbe inizio più di 3000 anni fa. Veniva utilizzata non soltanto da “uomini di medicina”, guaritori e medici, ma anche da gente […]